I grassi vegetali nobili: ricchezza nutritiva a tavola

Sicuramente tutti siamo oramai a conoscenza del fatto che i grassi di origine animale sono dannosi per la salute in quanto fonte di colesterolo ed acidi grassi saturi. Per questo BioAppetì da sempre ha sposato la causa 100% vegetale, escludendo dalla sua ingredientistica alimenti come carne, pesce, uova, latte e suoi derivati.

Dal punto di vista nutrizionale tutti i grassi, anche quelli vegetali, sono ad elevato contenuto di calorie (9 kcal/g): per questo motivo bisogna assumerli con parsimonia in quanto responsabili dell’epidemia di malattie cardiovascolari, obesità, diabete ed alcuni tipi di cancro.

Inoltre molti non sanno che anche alcuni grassi vegetali, per l’appunto quelli utilizzati per i prodotti “cotti” o nelle creme spalmabili di varia natura (sia salate che dolci) sono anch’essi dannosi, in quanto ricchi di acidi grassi saturi o di grassi transidrogenati. La transidrogenazione è il processo con cui gli oli vengono trasformati per diventare solidi. Un esempio di questo secondo tipo di grassi nocivi sono le margarine: se l’olio di partenza è un olio “sano”, ad esempio quello di girasole, il prodotto della transidrogenazione non lo è più e nuoce alla salute. Per questo anche oli e grassi di origine vegetale, solo in apparenza innocui, sono in realtà da evitare accuratamente in quanto ad alto contenuto di grassi saturi, quindi dannosi per la salute. Tra questi rientrano sicuramente gli oli “tropicali”: l’olio di palma con il 49% di grassi saturi, l’olio di cuore di palma 82%, l’olio di cocco 87%. Pertanto, i prodotti vegetali la cui etichetta contiene i seguenti ingredienti andranno consumati con particolare moderazione o, ancora meglio, evitati:

  • oli vegetali -non meglio specificati
  • oli vegetali non idrogenati
  • margarina
  • olio di palma o di cuore di palma
  • olio di cocco

Molti oli vegetali, soprattutto quelli estratti da cereali, semi, legumi, hanno invece un ridotto contenuto di grassi saturi: olio di girasole (10%), olio di oliva 13%, olio di sesamo 14%, olio di soia 15%. Per i suoi prodotti BioAppetì ha escluso gli oli tropicali, scegliendo proprio due oli vegetali nobili, rigorosamente da agricoltura biologica: l’olio di semi di girasole e l’olio extravergine di oliva, 

Il fiore di girasole, per la popolazione Inca simbolo di sovranità, contiene dei preziosi semi che costituiscono un’eccellente fonte di acido linoleico, di aiuto per abbassare il colesterolo e per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Contengono inoltre vitamine del gruppo B, vitamina E, vitamina D e minerali tra cui il ferro ed il magnesio, oligoelementi come selenio, fosforo, cobalto, manganese, zinco, e rame, proteine e carboidrati.

L’olivo è stato sempre ritenuto un albero sacro e l’olio estratto dai suoi frutti veniva utilizzato non solo come alimento ma anche a scopo religioso e rituale: gli Egizi lo consideravano un dono degli dei, i Fenici lo diffusero con il loro commercio, definendolo “oro liquido”, i Greci e i Romani lo usavano per scopi medicamentosi e come combustibile nelle lampade votive, gli Ebrei lo adoperavano per “ungere” il loro Re, i Cristiani da sempre lo impiegano nei riti più significativi.  Attraverso la progressiva lavorazione della spremitura si possono ottenere ben quattro tipi di oli alimentari, definiti olio di oliva. Il più pregiato è indubbiamente l’olio extra vergine di oliva: estratto per semplice molitura delle olive e avente un’acidità massima dell’1%. È la prima spremitura a freddo da cui risulta un prodotto qualitativamente migliore e considerato il re della cucina mediterranea. Molto importante per il nostro organismo perché contiene diverse vitamine, la A e la D, e in particolare la E.  Il suo uso abituale riduce la presenza di colesterolo LDL o “colesterolo cattivo” ed aumenta la percentuale di quello “buono” HDL. Diminuisce di circa il 30 % la possibilità di infarto cardiaco e diminuisce la pressione arteriosa. I polifenoli e la vitamina E presenti nell’olio di oliva extravergine, grazie alla loro azione antiossidante, contribuiscono a prevenire l’arteriosclerosi e rallentano l’invecchiamento delle cellule.

Mai abbassare la guardia, anche nell’alimentazione vegetale: il nostro consiglio è quello di scegliere con attenzione i condimenti che utilizziamo in cucina e di consultare scrupolosamente le etichette degli alimenti che portiamo a tavola. Non sempre vegetale è sinonimo di salutare…

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Le lenticchie, portatrici di fortuna e benessere!

Durante la notte di San Silvestro ne mangiamo a sazietà, speranzosi che portino un anno ricco di prosperità e fortuna: protagoniste di questa tradizione sono le lenticchie, tradizione che ha origine dall’antica usanza romana di regalare una “scarsella”, ovvero una borsa di cuoio, legata alla cintura e contenente questi preziosi legumi, con l’augurio che si trasformassero in monete sonanti. Il nome lenticchia, infatti, deriva dalla particolare forma a lente di questi legumi, che ricorda quella di una moneta.

Le lenticchie sono il legume più antico coltivato dall’uomo: dalle testimonianze storiche si deduce che fossero coltivate già nel 7.000 a.C. in Asia, per diffondersi successivamente in tutto il bacino del Mediterraneo. Esaù, si legge nella Bibbia, vendette al fratello Giacobbe il diritto di primogenitura in cambio di un fumante piatto di lenticchie. Presenti nella cucina di antichi greci e romani, le lenticchie erano apprezzate per la loro gustosità e per le loro proprietà terapeutiche, essendo legumi dall’alto valore nutriente, tanto da essere definitie “la carne dei poveri” per l’alto contenuto in proteine.

Esistono moltissime varietà di lenticchie, differenziate principalmente in funzione del colore. In certi mercati sono apprezzate le lenticchie a seme grosso (fino a 80 mg) mentre in Italia le lenticchie più pregiate sono quelle a seme molto piccolo. Nel nostro paese la superficie coltivata a lenticchia si è molto ridotta rispetto al passato: le lenticchie che si coltivano appartengono a popolazioni locali a seme piccolo molto rinomate per la loro qualità come le lenticchie di Castelluccio di Norcia (IGP), di Onano, del Fucino, di Villalba, di Altamura, ecc.
Essendo legumi, le lenticchie rappresentano una miniera in termini di proteine, fibre, ferro, magnesio e potassio: si stima che il loro contenuto in ferro sia di gran lunga superiore rispetto alla carne, malgrado l’assorbimento del ferro sia pressoché ridotto e le proteine di scarso valore biologico. Infatti, le proteine contenute nelle lenticchie (e nei legumi in genere) sono carenti di alcuni aminoacidi essenziali (cisteina e metionina): ne consegue un’inevitabile minor assimilazione di tutti gli aminoacidi. Per ovviare a questo inconveniente, è consigliabile associare le lenticchie a pasta o a cereali.

Le lenticchie sono particolarmente indicate per chi soffre di anemia, affaticamento fisico e mentale e denutrizione. Inoltre, sono ricche di fibre – dunque facilitano il transito intestinale – e di antiossidanti, utili per contrastare l’attività dei radicali liberi. Sembra che le lenticchie siano indicate anche per i diabetici perché rallentano l’assorbimento dei carboidrati, evitando picchi glicemici.
Da ultimo, ma non per importanza, alle lenticchie sono attribuite proprietà galattofore: a tal proposito, sono particolarmente indicate alle mamme che allattano il piccolo al seno perché sembrano stimolare la produzione di latte e mantenerla costante nel tempo.

Sarebbe sempre preferibile scegliere le lenticchie essiccate, anziché in scatola, poiché le prime mantengono tutti i principi nutritivi che le caratterizzano mentre le seconde possono contenere conservanti o sodio aggiunto. Sono legumi molto versatili in cucina e possono essere aggiunti nella preparazione di zuppe, minestroni, vellutate e risotti.

Due piatti BioAppetì vedono protagoniste le lenticchie e ne esaltano il gusto: la Zuppa Toscana e la Vellutata Lenticchie e Zucca. La prima è una densa zuppa ricca di legumi e verdure, abbinati al farro, cereale ricco di nutrienti e altamente digeribile. La seconda è una soffice crema al cucchiaio, dove il gusto deciso della lenticchia trova un perfetto equilibrio con la dolcezza inconfondibile della zucca. Ricette tipicamente invernali, perfette per il clima rigido di queste giornate che, grazie a BioAppetì, sono disponibili nella pratica confezione lunchbox con cucchiaio incluso, pronte da gustare dopo un veloce passaggio di pochi minuti al microonde.

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Riso, un cereale con tante virtù ma senza glutine!

Il riso è strettamente legato alla cultura e alle tradizioni di molti paesi e da sempre è protagonista di feste, canzoni, proverbi e leggende.

Il riso, simbolo di fertilità, di abbondanza, di buona salute e genuinità, non è semplicemente un alimento ma è un elemento comune a culture diverse. In Oriente il riso ha un posto di primo piano fra i cibi di consumo comune e la sua valenza simbolica è antica e potente: la sua origine appartiene al divino e la sua coltivazione, laboriosa e lunga, è solo una conseguenza della frattura che fra cielo e terra si è consumata. Anche la cultura occidentale associa al riso valori come pienezza, ricchezza, armonia e speranza tanto che viene gettato agli sposi come augurio di fortuna, abbondanza e felicità future.

Passiamo alla sua classificazione botanica: il riso è una graminacea del genere Oryza appartenente alla famiglia delle Oryzeae. Pianta di ciclo annuale, seminata in primavera e raccolta fra settembre e ottobre a seconda delle varietà, il suo chicco è formato da una cariosside, un germe, uno strato aleuronico (detto pula) e da strati di glume (chiamate lolla).

Risalire alle origini del riso è molto complesso: sembra che le varietà più antiche siano emerse oltre 12000 anni fa lungo le pendici dell’Himalaya. Conosciuto e coltivato già nel10.000 a.C., su testimonianze e reperti di popolazioni asiatiche, è conosciuto dai Greci e i Romani attraverso Alessandro Magno mentre nel Sud dell’Italia solo grazie agli Arabi e da qui, nel XV secolo, arriva nell’Italia settentrionale Ad oggi il riso viene coltivato in 113 paesi del mondo e rappresenta il nutrimento principale per oltre metà della popolazione mondiale.

Assunto con regolarità nell’ambito di un’alimentazione di tipo mediterraneo il riso può aiutarci nel mantenere, promuovere e recuperare un buono stato di benessere psico-fisico. Ecco perché il suo consumo va sicuramente promosso, eventualmente a discapito di qualche piatto di pasta…

Ecco alcuni buoni motivi per mangiare il riso:

 - alta digeribilità: grazie alla buona concentrazione di vitamina B il riso non affatica lo stomaco ed è quindi l’alimento ideale per chi teme la sonnolenza dopo il pasto;

- regolarizzazione intestinale: nella sua versione integrale che è ricca di fibre il riso favorisce l’attività dell’intestino, nella sua versione brillata (raffinata) è indicato per le infezioni di lieve entità;

- alto valore biologico delle sue proteine le quali, prive di glutine, fanno sì che il riso possa essere consumato senza controindicazioni anche da chi soffre di celiachia;

- fonte di minerali: il riso è ricco di potassio (che aiuta a regolare il ritmo cardiaco), selenio, (che contribuisce ad aumentare le difese immunitarie e la produzione di anticorpi), silicio (che stimola le cellule che contribuiscono alla formazione e al mantenimento sano di tessuti connettivi, denti, ossa, pelle, unghie e capelli);

- azione protettiva sui reni: il riso ha un alto potere dissetante, astringente e rinfrescante e riduce l’assorbimento dell’acido urico nel sangue, per cui viene consigliato dai medici agli ammalati di gotta, uricemia e nefrite;

- trattamento di benessere per l’epidermide: grazie al gamma orizanolo in esso contenuto, il riso funge da filtro naturale protettivo per la pelle dalla fotoaggressione dei raggi ultravioletti; l’amido di riso in polvere ha un effetto rinfrescante ed emolliente sulla pelle irritata; l’olio di riso invece contribuisce a mantenere l’elasticità della pelle.

In cucina possiamo impiegarlo soprattutto per la preparazione di risotti, insalate, zuppe, minestre, oppure come ingrediente per la farcitura di verdure.

All’estero il riso viene classificato in base alla lunghezza del chicco – corto, medio e lungo – mentre in Italia la trentina di varietà più diffuse viene divisa in quattro diverse categorie merceologiche: tondo, fino, semifino e superfino (in base alla forma e alle dimensioni del chicco).

Veniamo alle varietà di riso impiegate per alcuni piatti pronti della gamma BioAppetì.

Il riso integrale (il cui chicco non viene privato della lolla esterna, ricca di fibre e sostanze nutritive) è ricco di carboidrati, fibre e vitamine del gruppo B. Rispetto al riso bianco brillato, il riso integrale è quello che più conserva tutte le proprietà nutritive del cereale, poiché non subisce il processo di raffinamento e sbiancatura. Potete gustare il riso integrale nella Paella Vegetale (da ora e fino al 1° luglio con uno sconto del 15% in tutti i supermercati NaturaSì) e nel Riso all’Orientale (in offerta sempre nei NaturaSì per tutto il mese di luglio).

Il riso basmati, ben digeribile e a basso apporto di grassi, è una varietà originaria dell’India, della regione del Punjab. In Hindi la parola “basmati” significa “regina di fragranza” infatti quando cuoce emana un aroma di sandalo e nocciola. Ha chicchi lunghi e affusolati ed è ideale per la preparazione di piatti unici. Potete assaporarlo nel nuovo Curry di verdure con riso basmati (anch’esso in promozione con il 15% di sconto).

Fatevi sotto con le ricette vegetali a base di riso… guardate un po’ cosa ha realizzato la nostra amica foodblogger Marta con del buon riso rosso e del tofu al naturale…

http://bioappeti.com/2012/03/15/crocchette-di-tofuriso-in-salsa-di-capperi/

Ecco a voi il Seitan… e non chiamatelo carne vegetale!

Tradotto dal giapponese significa “è proteina”: il seitan – com’è facile intuire dal nome – è un alimento proveniente dalla tradizione culinaria orientale. Altamente proteico, si ottiene estraendo il glutine dalla farina di frumento (o da altri cereali come farro o Khorasan Kamut®). Il processo di estrazione del glutine (proteina non idrosolubile) si realizza aggiungendo inizialmente acqua alla farina, quindi impastando. Con vari cicli di lavaggio si allontana l’amido per ottenere così un impasto spugnoso e altamente proteico. Il Seitan così ottenuto viene quindi cotto in un brodo arricchito con salsa di soia e zenzero: l’aggiunta di questi ingredienti attribuisce al seitan alcuni nutrienti e sali minerali e conferisce maggiore gusto. Dopo la cottura è pronto per essere tagliato a fette.

Quali sono i suoi benefici nutrizionali? Il Seitan è innanzitutto una buona fonte di proteine vegetali. Un ottimo sostituto della carne perché è fonte proteica, ma naturalmente privo di colesterolo e poverissimo di grassi. Poco calorico (129 Kcal/100g per il seitan BioAppetì), è facilmente digeribile ed assimilabile. E’ doveroso ricordare che chi soffre di intolleranza al glutine o celiachia deve assolutamente evitare l’assunzione di questo alimento.

Può essere considerato un valido alleato per il nostro benessere anche tra i fornelli, a patto di essere curiosi e pronti a sperimentare. Bisogna considerare il Seitan un ingrediente a tutti gli effetti e non solo un “sostituto” della carne. Va infatti preparato e servito con creatività come fanno ormai alcuni chef stellati che lo utilizzano per rinnovare ricette tradizionali (arrosti, spiedini, cotolette, ragù), ma anche per creazioni totalmente nuove e sorprendenti. 

Ecco alcuni spunti per preparare il seitan in modo semplice e creativo e… festeggiare in grande stile la vostra PasquaVeg!

http://bioappeti.com/2011/11/29/antipasto-di-seitan-alle-nocciole/

http://bioappeti.com/2011/12/11/seitan-in-umido/

http://bioappeti.com/2011/12/16/crumble-di-seitan/

http://bioappeti.com/2012/03/07/scaloppine-di-seitan-con-broccolo-romano-e-germogli/

http://bioappeti.com/2011/10/16/seitan-in-crosta/

 

La linea seitan BioAppetì è ricca e variegata. Potete trovare nei vostri negozi bio di fiducia ben 6 tipi di seitan: al naturale, tradizionale lavato a mano, affettato, alla piastra (arricchito con erbe aromatiche e spezie), di farro, di Khorasan Kamut®. Un assortimento altrettanto ricco è disponibile per i prodotti elaborati a base seitan che sono sostanzialmente 5 gustosi secondi piatti già pronti: bocconcini di seitan con piselli, spezzatino vegetale, cotoletta di seitan, burger seitan e burger spinaci.

Veniamo alle imperdibili promozioni del mese di Aprile:

-nei negozi CuoreBio trovate il Seitan al naturale con il 15% di sconto

-nei negozi NaturaSì trovate il Seitan alla piastra con il 15% di sconto

- in tutti i punti vendita la Cotoletta di Seitan con il 10% di sconto

Per conoscere il negozio bio più vicino e usufruire delle offerte BioAppetì del mese:

http://www.naturasi.eu 

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I Legumi, (antica) risorsa del futuro

Secondo un’indagine INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) l’introito medio giornaliero di proteine è il 161% di quello raccomandato. Quindi ben il 61% dell’apporto proteico è eccessivo rispetto al reale fabbisogno. Questo surplus è dovuto in particolare all’elevato consumo di proteine animali al quale si associa uno scarso consumo di proteine di origine vegetale, in primo luogo legumi.

Lo straordinario valore nutrizionale dei legumi è conosciuto da secoli: la diffusione della loro coltura ha cominciato a contribuire al miglioramento della salute della collettività, rendendola più resistente alle malattie e consentendo così al continente europeo di ripopolarsi in breve tempo, scongiurando l’alto rischio di mortalità dovuto a epidemie e carestie.

Perché i legumi sono così importanti da essere uno dei gruppi degli alimenti di base?

Perché sono un’ottima fonte di proteine, rappresentando infatti una valida alternativa a carne, pesce, uova e latte. Inoltre, avendo un elevata quantità di amido, costituiscono una buona fonte energetica; la discreta quantità di fibre alimentari li rende sazianti e migliora il funzionamento dell’intestino; le quantità di vitamina del gruppo B, ferro (uno dei principi nutritivi più scarsamente presenti negli alimenti), calcio e potassio sono tra le più alte tra tutti gli altri vegetali. Essi vengono consumati sia allo stato fresco che allo stato secco. Ovviamente i legumi freschi, rispetto a quelli secchi, hanno un contenuto di acqua molto superiore (dal 60 al 90% contro il 10-13%), e quindi, a parità di peso, un contenuto proteico e glucidico inferiore, ed anche un valore calorico più basso.

I legumi maggiormente consumati e diffusi nel nostro paese sono: fagioli, piselli, lenticchie, ceci e fave. A questi va aggiunta la soia, altra leguminosa di importanza mondiale, originaria dell’Asia e ormai coltivata e lavorata anche in altri paesi. I nutrizionisti consigliano il consumo di legumi per 3/4volte a settimana, possibilmente preferendoli agli alimenti proteici di origine animale, fonte di grassi e causa spesso di colesterolemia. Ecco perché sono particolarmente indicati nelle diete ipolipidiche in associazione ai cereali.

Soprannominati un tempo  la “carne dei poveri” in contrapposizione ai “cibi del benessere” (carne, latte e derivati), ancora una volta grazie alle proteine a basso costo e accessibili a tutti gli strati sociali, i legumi ora più che mai rappresentano una risorsa per il futuro: semplici da coltivare e da cucinare sono la naturale alternativa alla carne, troppo costosa in termini ecologici ed energetici.

Pilastro della dieta mediterranea i legumi sono un ingrediente irrinunciabile della gamma BioAppetì, per questo abbiamo deciso di utilizzarne diverse varietà. Per tutto il mese di marzo sconti imperdibili su tanti prodotti a base di legumi: i deliziosi Falafel a base di ceci, i Bocconcini di seitan con piselli, il Tempeh a base di fagioli di soia fermentati.

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La tavola delle Feste BioVeg

Pochi giorni ormai ci separano dal Natale e già in molte case echeggia il fatidico quesito: “Cosa prepariamo per la cena della Vigilia? E per il pranzo del 25?”.

BioAppetì vi viene in aiuto con una proposta assolutamente in linea con la sua filosofia 100% vegetale 100% biologica, invitandovi ad allestire una tavola BioVeg. Un menu sano, cruelty free e amico dell’ambiente senza rinunciare al gusto, al piacere, alla convivialità delle feste natalizie è possibile e soprattutto facile e divertente.

Tutti i prodotti della gamma BioAppetì si prestano a diventare protagonisti del vostro veg-menu di Natale.

Grazie alla sua versatilità e al suo sapore neutro e delicato il camaleontico Tofu è adatto sia per ricette salate che dolci, quindi potete utilizzarlo per tutti i vostri piatti, dall’antipasto al dessert. Che ne dite di un elegante primo di Gnocchi di tofu? Stupirete di certo i vostri invitati con questo Arrotolato di tofu: un secondo semplice e pratico, da preparare anche in anticipo. Passando al dolce, il tofu diventa protagonista di creme adatte a farcire panettoni, di dolci al cucchiaio come questi Bicchierini golosi vegan e di prelibatezze di fine pasticceria come i Tortini black/white

Anche il Seitan è oramai diventato un ingrediente a tutti gli effetti, tanto da essere utilizzato sia per rinnovare ricette tradizionali a base di carne che per realizzare creazioni totalmente nuove e sorprendenti. Per uno sfizioso antipasto questa Crema di seitan alle nocciole è ideale da spalmare su bruschette e crostini.

Tortelli e Ravioli sono piatti tipici del pranzo di Natale: perché non prepararli a mano in casa con una sfoglia vegetale senza uova e un delizioso ripieno di seitan e verdure? Per un secondo nutriente ed equilibrato la nostra proposta è il Seitan in crosta, caratterizzato da un piacevole contrasto di consistenze: l’involucro esterno croccante e stuzzicante, il cuore morbido e saporito. 

Chi ha poco tempo per dedicarsi ai fornelli perché troppo impegnato nello shopping natalizio potrà comunque fare bella figura con le nostre specialità vegetali e i nostri piatti pronti! Hummus di ceci e Insalata Russa vegetale saranno complici ineguagliabili per la preparazione di veloci antipasti a base di crostini e pinzimonio di verdure. Se non credete alle nostre parole crederete ai vostri occhi sbirciando queste due ricette: Hummus party e Silenzio… l’insalata russa! avvolta nel pacchero di porro.

Otterrete massima resa con minimo sforzo realizzando una Quinoa al cubo: una soluzione originale per gustare la Quinoa alle verdure in sembianze insolite… Basta seguire pochi semplici passaggi per la Zuppa di zucca in forma: un piatto ricco di proteine vegetali, grazie alla presenza dei legumi: immancabili nella tradizione culinaria natalizia!

Il menu biologico e vegetale è di certo un modo per celebrare un Natale più eco-sostenibile, riducendo sensibilmente la nostra impronta ambientale e festeggiando così in modo più consapevole. Non dimenticate di prestare molta attenzione alle porzioni, per evitare di acquistare e preparare cibo in eccesso destinato inevitabilmente alla pattumiera. Ricordate inoltre che riciclando gli avanzi di cibo potrete realizzare gustose pietanze per il giorno dopo. Altro tocco eco-sostenibile: per imbandire la vostra tavola optate per decorazioni naturali (frutta, verdura, foglie, rami) e stoviglie vegetali 100% biodegradabili.

Non ci rimane che augurarvi un Felice Natale BioVeg con una raccomandazione: non fateci mancare le vostre ricette!

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Il Tofu, un “camaleonte” in cucina.

Definirlo come “sostituto della carne e del formaggio” è improprio e riduttivo. Il tofu è un alimento straordinario, ampiamente utilizzato in altre culture già da molti secoli.

L’origine del tofu è molto controversa: varie teorie e ipotesi storiche si contrappongono; certo è che la sua diffusione in Oriente ha coinciso con quella del Buddhismo che lo considera come alimento irrinunciabile in quanto eccellente fonte di proteine vegetali. Il suo utilizzo in Occidente invece inizia a partire dal XX secolo, grazie all’incremento degli scambi economici e culturali e con la diffusione della dieta vegetariana.

Frutto della sapienza nutrizionale millenaria dei popoli orientali, il tofu è il risultato di un particolare processo di lavorazione della soia. I fagioli di soia vengono messi in ammollo in acqua e successivamente tritati per consentire il rilascio delle sostanze nutritive. Il latte di soia ottenuto viene bollito e cagliato. La cagliata viene sottoposta a pressatura in apposite forme, esattamente come avviene per la produzione dei formaggi a base di latte vaccino. A seconda del caglio utilizzato (solfato di calcio, cloruro di calcio, cloruro di magnesio) si possono ottenere svariati tipi di tofu, diversi per composizione e consistenza.

Il processo produttivo quindi è del tutto similare a quello di produzione del formaggio tradizionale (di origine animale) ma, a differenza di quest’ultimo, il tofu è privo di grassi e di colesterolo, è ricco di lecitina e di molti importanti aminoacidi e principi nutritivi, come vitamine e minerali ad azione antiossidante. Si rivela quindi un fondamentale concentrato di proteine di facile digestione e assimilazione.

Per questo è un alimento ideale per tutti: per chi desidera seguire un regime alimentare bilanciato e salutare e per chi ha necessità di attenersi a diete dimagranti o comunque povere di grassi e colesterolo.

Proprio grazie al suo gusto neutro il tofu è estremamente versatile perché tende ad assumere il sapore del cibo con cui viene cucinato. Si presta a raffinate ricette sia salate che dolci, con la garanzia di ottenere piatti sani, appetitosi ed energetici anche per i palati più esigenti. Inoltre si adatta a tutte le tecniche di cottura e tipologie di preparazione: antipasti e salse, zuppe e primi piatti, secondi, contorni e dessert.

Il tofu è un pilastro della gamma BioAppetì. Potete trovarlo in comodi panetti al naturale e alla piastra, come ingrediente principe per i tanti burger e piatti pronti, in forma più cremosa e vellutata nelle spalmabili Delizia.

In tutti i negozi NaturaSì potete approfittare per tutto il mese di novembre di uno sconto del 15% sull’acquisto di Burger farro e carote e Cous Cous al Tofu.

Per spunti e suggerimenti su come preparare il tofu non perdetevi le ricette pubblicate su BioAppetì in cucina dove potete diventare protagonisti pubblicando una vostra creazione!

BioAppetì: il piatto pronto come lo faresti tu!

In questo caldo agosto sotto la nostra lente d’ingrandimento non c’è un ingrediente ma il “concept BioAppetì”, la filosofia che ispira le nostre preparazioni. Estate, si sa, è sinonimo di tempo libero, di tempo ritrovato, di tempo da dedicare a se stessi e ai propri interessi. Eppure, che siate già in vacanza a godervi il meritato riposo o ancora a lavoro alle prese con mille attività da sbrigare e le ferie per voi sono ancora un miraggio lontano o peggio, già terminate, non c’è niente di meglio di un pasto sano e veloce, dall’alto valore nutritivo e piacevolmente gustoso.

Quando si tratta di guadagnare tempo senza rinunciare alla freschezza, al piacere, al benessere, con la garanzia di un prezzo equo, il piatto pronto biologico è la soluzione ottimale! Materie prime selezionate con cura, qualità e sicurezza, facilità di preparazione, praticità di consumo, garanzia di sapori e nutrienti inalterati: questi i pilastri della linea di piatti pronti 100% vegetale e 100% biologica BioAppetì.

Nei piatti pronti bio gli ingredienti utilizzati provengono per almeno il 95% da agricoltura biologica, non contengono OGM, conservanti, aromi, coloranti, additivi chimici. BioAppetì attinge dagli ingredienti tipici della Dieta Mediterranea, rinunciando agli alimenti di origine animale: grassi vegetali nobili come l’olio extra vergine di oliva, cereali integrali, legumi, verdure, proteine vegetali, erbe aromatiche e spezie.

La scelta 100% vegetale e 100% biologica nel pieno rispetto della salute e dell’ambiente.

I processi di produzione e trasformazione sono studiati per garantire la massima qualità, al fine di salvaguardare le caratteristiche organolettiche e nutrizionali del prodotto. Il rigoroso piano HACCP di ConBio risponde ai requisiti della certificazione ISO 22000:2005, specifica per la filiera alimentare. L’ottenimento di questa certificazione suggella il riconoscimento del valore e dell’efficacia del sistema di gestione per la sicurezza alimentare idoneo a garantire il controllo in ogni fase del proprio processo produttivo,  con la certezza di immettere sul mercato alimenti sicuri per la massima tutela dei consumatori.

 I prodotti BioAppetì sono pratici, versatili, ideali per tutte le occasioni di consumo quotidiane: in spiaggia per un pasto fresco e bilanciato sotto l’ombrellone, durante la pausa pranzo –  in ufficio come a casa – per tornare a lavoro con uno sprint ritrovato, per uno spuntino rigenerante dopo la pratica sportiva…

Non dimenticate però che BioAppetì è anche innovazione, creatività e voglia di sperimentare. Chi non vuol perdere la sana e divertente abitudine di cucinare, cimentandosi con nuovi ingredienti e sapori, può far spazio nella sua dispensa alle proteine vegetali, Tofu e Tempeh (derivate dalla soia) e Seitan (dalla farina di frumento, di farro, di grano Khorasan KAMUT®).

Teneteci aggiornati sui vostri esperimenti culinari biologici e vegetali: ben volentieri pubblicheremo la ricetta del vostro manicaretto su http://bioappeti.com/category/bioappeti-in-cucina/

Allora, buon appetito! Anzi: buon BioAppetì!

I mille volti dei cereali…

I cereali sono la principale fonte alimentare per l’uomo e occupano una posizione di primo piano anche nell’alimentazione animale. La loro diffusione dipende dall’elevata capacità di adattamento alle diverse condizioni ambientali, dalla facilità di conservazione del prodotto secco, dalla loro elevata digeribilità (grazie alla presenza di amido), dall’alto valore nutrizionale e organolettico, dalla possibilità di essere consumati tal quali (in chicchi) o trasformati (in farine, semole ecc.).

La diffusa produzione è giustificata dalla facilità di coltivazione nonostante le condizioni ambientali spesso proibitive per tante altre colture, dalla bassa richiesta di manodopera e dalla possibilità di meccanizzazione della coltura stessa.

In epoca preindustriale, i cereali venivano generalmente consumati interi, ma gli avanzamenti nei processi di molitura e lavorazione consentirono la separazione e la rimozione su larga scala della crusca e del germe e la produzione di farine raffinate. Le farine raffinate divennero popolari perché i prodotti da forno che le contengono hanno una consistenza più soffice e una maggiore durabilità. La crusca e il germe, tuttavia, contengono sostanze nutritive importanti, che vanno perdute con la raffinazione.

 Il nome cereale deriva da Cerere (Ceres in latino) dea romana della terra e della fertilità.

I cereali più diffusi sono frumento, orzo, farro, avena, riso, mais ma per estensione spesso si assimilano ai cereali altre piante erbacee coltivate e lavorate allo stesso modo (come la quinoa, in realtà un seme anche detto “pseudocereale” delle Ande).

I cereali forniscono la maggior parte della propria energia nutritiva come amido e sono anche importanti fonti di proteine.

Mangiare tutti i cereali a rotazione garantisce la copertura di tutti gli amminoacidi essenziali. Per beneficiare degli effetti salutari dei cereali integrali si consiglia di consumarne 3 porzioni al giorno sostituendo alcune porzioni di alimenti raffinati con la loro versione integrale. L’introduzione dei cereali integrali dovrebbe essere progressiva, in modo da consentire all’organismo di adattarsi al maggiore contenuto di fibre.

Per poter essere definiti “integrali”, gli alimenti non devono necessariamente essere costituiti al 100% da cereali integrali, ma devono contenerne almeno il 51% (tutte e tre le componenti: endosperma, germe e crusca). Il guscio esterno, preservato nei cereali integrali, è ricco di numerosi elementi preziosi: proteine, carboidrati, grassi, enzimi, vitamine, minerali.

 

 

Per tutto il mese di luglio potete fare il pieno di cereali nei negozi NaturaSì e CuoreBio, gustando i prodotti 100% bio e vegetali della gamma BioAppetì:

Nutriente, preziosa, di qualità: viva la soia!

La soia è sicuramente la materia prima “regina” della nostra produzione aziendale.

Grandi sacchi da 1.000 Kg di soia biologica rigorosamente italiana troneggiano sugli scaffali del nostro magazzino, pronti per essere trasformati in alimenti ricchi di virtù e proprietà nutrizionali fuori dal comune: il Tofu e il Tempeh.

Ma procediamo con ordine e scopriamo innanzitutto cos’è la soia.Originaria del Nord Est della Cina, la soia si trova citata in scritti del lontano 3000 a. C. con il nome di ta-teou (grande fagiolo), ed era considerata tra le cinque piante sacre insieme a frumento, miglio, orzo e riso. Dalla Cina la soia passò alla Corea e poi al Giappone, nonché, verso sud, all’Indocina, alle Filippine e marginalmente alla regione himalaiana.  Fuori dell’Asia, la coltivazione della soia è documentata solo a partire dall’Ottocento.

La pianta di soia è una leguminosa (appartengono alla stessa famiglia i piselli e i fagioli) che produce un baccello contenente tre semi, i semi di soia appunto. Esistono più di 100 diverse varietà, che si possono distinguere per dimensioni, colore, tenore proteico e consistenza dell’olio. La varietà a semi gialli è la più utilizzata, poiché contiene una combinazione ottimale di proteine, grassi e sapore.

Grazie ad una composizione nutrizionale unica, la soia è l’alimento ideale per una dieta bilanciata. 

  • è fonte di proteine vegetali di alta qualità;
  • è ricca di vitamine B ed E, sali minerali e acidi grassi essenziali;
  • naturalmente priva di colesterolo, è ricca di grassi insaturi (mono e polinsaturi) e povera di grassi saturi; può contribuire al funzionamento efficiente del sistema cardiovascolare;
  • di origine vegetale al 100%, i prodotti a base di soia non contengono lattosio e sono pertanto facilmente digeribili.

Il consumo di prodotti alimentari derivati dalla soia si rivela fondamentale per quei soggetti che, a causa di intolleranza al lattosio o allergia alle proteine del latte, non possono assumere alimenti a base di latte e suoi derivati. Essendo inoltre priva di colesterolo, è particolarmente indicata in un regime dietetico ipolipidico (con prevalenza di grassi monoinsaturi e polinsaturi). E’ elencata anche tra i cibi anticancerogeni grazie alla presenza di fitoestrogeni (che contrastano il cancro alla prostata e al seno) e degli isoflavoni (che sono in grado di sensibilizzare le cellule tumorali agli effetti della radioterapia, perché inibiscono il loro meccanismo di auto-conservazione – e allo stesso tempo agiscono anche come antiossidanti nei tessuti normali, proteggendoli dai danni accidentali della radioterapia). 

L’alimento principale a base di soia non fermentata tradizionale è la bevanda di soia (o latte di soia), che si può consumare direttamente al naturale o aromatizzata; inoltre, può essere impiegata nella fabbricazione di altri alimenti come i dessert (creme o yogurt).

Ma veniamo al Tofu e il Tempeh che Con.Bio. produce dal 1998. Per produrre il tofu, il latte di soia viene cagliato utilizzando un tipo di sale ricco di calcio o magnesio. La cagliata che si ottiene viene compressa in una forma bianca solida. La tecnica applicata è simile a quella impiegata nella produzione del formaggio. Il tofu si può consumare direttamente al naturale ma lo si apprezza maggiormente nella preparazione di varie pietanze in quanto è formidabile nell’assorbire i sapori di altri ingredienti.  Il tempeh invece è ricavato dalla fermentazione dei fagioli di soia bolliti e asciugati, a seguito dell’inoculo di un micelio fermentante (starter) Rhizopus oryzae, che arricchisce la soia di enzimi e moltissime proprietà nutritive. Anche il tempeh è molto versatile: con l’aggiunta di erbe aromatiche o altri condimenti a piacere, permette di creare piatti ben caratterizzati e dal sapore decisamente stuzzicante.

Per sbizzarrirvi in cucina potete trovare il tofu e il tempeh al naturale in pratiche confezioni da 250g.  E se non avete voglia di stare ai fornelli noi vi risparmiamo la fatica! Provate la cotoletta di tofu, da dorare per pochi minuti in padella! E per un gustoso mix di tofu e tempeh vi consigliamo la paella vegetale: per un pieno di proteine ma senza colesterolo!

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