Qualche settimana è passata dal Fuorisalone di Milano, la settimana più innovativa e piena di fermeto creativo di questa città sempre aperta ai nuovi stimoli. Torniamo però a parlarne per trarre da una delle belle esperienze fatte in quel contesto degli spunti sul modo in cui oggi è possibile alimentarsi in maniera salutare e con gusto anche nelle veloci pause pranzo cui spesso siamo costretti.
Partiamo con un ringraziamento, all’organizzazione e alla creatività di Paolo Barrichella e Stefano Pisciotta che con il sostegno di Enocultura sono riusciti a creare un contesto in cui coniugare perfettamente l’alta qualità del bio con la ristorazione rapida e facile adatta alla vita contemporanea valorizzando allo stesso tempo tutta la valenza innovativa delle proposte alimentari biologiche.
Questa dimostrazione di acume ci piace molto, soprattutto perché sa cogliere non solo il bisogno vivo e reale di un’alimentazione che appaghi allo stesso tempo edonismo e salutismo, ma anche lo spirito con cui le aziende che operano nel biologico realizzano prodotti che gli vanno incontro e lo soddisfano pienamente.
Chi infatti opera nel bio ha una particolarità: proprio perché volontariamente ci si sottopone ad alcuni vincoli (le materie prime utilizzate, il processo produttivo in linea con i dettami del bio, la certificazione) si tende a sviluppare uno spirito creativo che permette di trovare soluzioni in grado di soddisfare il consumatore nel rispetto dei dettami del bio (e nel caso BioAppetì del “100% vegetale”). Si tratta spesso di soluzioni sorprendenti, trovate proprio uscendo dagli schemi e innovando.
Se chi consuma bio ha già da tempo colto questo aspetto dinamico e frizzante di questi prodotti, non sempre è lo stesso per gli operatori soprattutto dei settori classici del “fuori casa” come bar, self service, hotel. Spesso si lamenta la poca reperibilità delle materie prime, i formati non adeguati, i prezzi alti, l’offerta scarsa di soluzioni adatte a questo canale o addirittura (ma sempre meno) l’assenza di domanda. Bhe…vogliamo a maggior ragione ringraziare i nostri amici per averci coinvolti, insieme ad un’altra azienda che spicca per innovazione come Alce Nero nell’esperienza del Bio Bistrot, un progetto che realizza concretamente l’idea di uno spazio dove rilassarsi e appagare tutti i sensi, papille gustative in primis, con semplicità, comodità e la velocità che un contesto fervido di attività come il Fuorisalone milanese richiede!
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